INVESTIMENTI SOSTENIBILI E 4.0

A partire dal 4 maggio sarà possibile effettuare le domande di ammissione al bando “Investimenti sostenibili 4.0”.

La misura è stata istituita con decreto ministeriale 10 febbraio 2022  (in continuità con gli interventi promossi dai bandi “Macchinari innovativi”) e costituisce un regime di aiuto per il sostegno, nell’intero territorio nazionale, di nuovi investimenti imprenditoriali innovativi e sostenibili volti a favorire la trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa.

Intento dello misura è anche quello di superare la contrazione indotta dalla crisi pandemica e di orientare la ripresa degli investimenti verso ambiti strategici per la competitività e la crescita sostenibile del sistema economico.

Sono messi a disposizione 677,8 milioni di euro  (finanziati dai fondi del React-EU) e prevede un contributo in conto impianti fino al 50% dei progetti di investimento che, a seconda delle Regioni, devono avere un importo minimo tra i 500 mila e un milione di euro e un importo massimo fino a 3 milioni di euro.

Le agevolazioni sono dirette ai programmi di investimento proposti dalle PMI con priorità per quelli volti, in particolare, a:

  • Favorire la transazione dell’impresa verso il paradigma dell’economia circolare
  • Migliorare la sostenibilità energetica dell’impresa
SPESE AMMISSIBILI

Sono ammissibili alle agevolazioni le spese strettamente funzionali alla realizzazione dei programmi di investimento di cui all’articolo 6 del decreto 10 febbraio 2022, relative all’acquisto di nuove immobilizzazioni materiali e immateriali, come definite agli articoli 2423 e seguenti del codice civile, che riguardino:

  1. macchinari, impianti e attrezzature
  2. opere murarie, nei limiti del 40% del totale dei costi ammissibili
  3. programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo dei beni materiali di cui alla lettera a)
  4. acquisizione di certificazioni ambientali

Tutti i dettagli sono consultabili nel sito del Ministero dello sviluppo economico al seguente link: https://www.mise.gov.it/index.php/it/incentivi/impresa/investimenti-sostenibili-4-0


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RESPONSABILITÀ SOCIALE D’IMPRESA E SOSTENIBILITÀ – SISTEMI DI GESTIONE E STANDARD A SUPPORTO

La Responsabilità delle Imprese per il loro impatto sulla Società

DEFINIZIONI

Con Responsabilità Sociale d’Impresa (RSI, in inglese CSR – Corporate Social Responsibility) si intende l’integrazione volontaria, da parte delle imprese, delle preoccupazioni sociali ed ecologiche nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate. (Libro verde Commissione Europea, 2001). Questo concetto è collegato all’ampio tema della Sostenibilità che può essere riassunto nei tre pilastri (la cosiddetta triple bottom line) che rendono compatibile lo sviluppo delle attività economiche con la salvaguardia dell’ambiente e delle comunità:

  1. Sostenibilità ambientale – garantire la disponibilità e la qualità delle risorse naturali
  2. Sostenibilità sociale – garantire qualità della vita, sicurezza e servizi per i cittadini
  3. Sostenibilità economica – garantire efficienza economica e reddito per le imprese

La sostenibilità può essere considerata come l’obiettivo da raggiungere, ovvero l’equilibrio tra le tre dimensioni (economica, sociale ed ambientale) e l’integrazione nel tradizionale concetto economico di valore aggiunto dei valori sociali e ambientali.
Gli obiettivi di sviluppo sostenibile (in inglese SDGs – Sustainable Development Goals) sono stati definiti nell’Agenda 2030 dell’ONU e sono sempre più utilizzati quale framework di riferimento e giuda per lo sviluppo di un approccio strategico alla sostenibilità nelle imprese. Inserire nella propria vision e mission aziendale uno o più SDGs rappresenta per le imprese l’opportunità di prendere parte al cambiamento globale verso la sostenibilità, ma anche di aver accesso a nuove opportunità di mercato, innovando i modelli di business e guidando alla crescita e innovazione.
La presentazione di dettaglio dei 17 Goal e dei rispettivi 169 target è disponibile sul sito dell’Alleanza per lo Sviluppo sostenibile ASviS3 a questo link.

La RSI può essere invece considerata come lo strumento, l’insieme delle azioni e dei comportamenti adottati per raggiungere l’obiettivo di sostenibilità. Il concetto nasce per esprimere la necessità di gestire efficacemente le problematiche d’impatto sociale ed etico all’interno delle imprese e nelle zone di attività.
(Per impatto sociale si intendono i risultati a lungo termine delle attività di un’organizzazione in termini di cambiamenti economici, ambientali e sociali).

PERCORSO

Intraprendere dei percorsi di responsabilità sociale crea valore per le persone, per il territorio e per l’ambiente, considerando le esigenze di tutti gli stakeholder (clienti, personale, fornitori, comunità locale, ecc.). Sono svariate le tematiche che il management aziendale deve tenere in considerazione: condizioni di lavoro, diritti umani, tutela dell’ambiente, prevenzione della corruzione, concorrenza leale, interessi dei consumatori, fiscalità, trasparenza…

La Responsabilità sociale d’impresa implica un cambiamento culturale e nuovi modelli di business. È un cambiamento radicale rispetto al modello di business tradizionale, che metteva al primo posto il profitto e concentrava ogni sforzo nella creazione di valore economico. Lo sviluppo economico dell’impresa nel tempo resta un obiettivo essenziale, ma un’impresa socialmente responsabile integra nello sviluppo di utili per il proprio guadagno preoccupazioni sociali ed ecologiche, nel rispetto delle persone, delle comunità e dell’ambiente. In quest’ottica, ogni profitto e investimento è legato alla valorizzazione delle risorse umane, all’uso efficiente delle risorse ambientali, allo sviluppo della comunità locale.
La RSI nasce dal seme della consapevolezza e può diventare una pianta rigogliosa, da curare costantemente affinché viva e cresca. Il cambiamento non avviene dall’oggi al domani, è necessario intraprendere un percorso.

Innanzitutto un’azienda, prima di essere sostenibile verso l’esterno lo deve essere al suo interno. L’ambiente di lavoro come luogo per poter crescere, sia dal punto di vista professionale che intellettuale, tramite la formazione, l’esperienza e la condivisione. Vite lavorative sane e positive, basate sulla flessibilità, le opportunità, la formazione e la creatività.

Il secondo passo è il raggiungimento, in azienda, di una consapevolezza comune riguardo alle tematiche della sostenibilità. Conoscere i contenuti dell’Agenda 2030 e dei 17 SDGs è fondamentale per capire gli impatti e gli obiettivi relativamente ai singoli Goal, prima di integrare gli SDGs nella pianificazione strategica. Il passo operativo è l’utilizzo dei criteri ESG (Environmental, Social, Governance) per gli investimenti responsabili e per la raccolta dati raccolti in merito a metriche specifiche relative alle pratiche sostenibili dell’impresa.

STANDARD

Per iniziare questo percorso di cambiamento culturale e dei modelli di business le aziende possono affidarsi a standard e linee guide esterne, dotandosi di sistemi per la gestione delle varie tematiche.
Alcuni standard possono essere utili per rispondere alle esigenze delle organizzazioni che intendono distinguersi per il loro impegno nello sviluppo sostenibile:

  • ISO 9001: sistema di gestione della qualità. Migliorare l’efficacia e l’efficienza dei processi interni per aumentare soddisfazione e fidelizzazione dei clienti. Perseguire la soddisfazione del cliente in merito ai prodotti e servizi forniti e migliorare continuamente le prestazioni aziendali, assicurando il miglioramento e il mantenimento nel tempo della qualità dei propri beni e servizi.
  • ISO 14001: sistema di gestione ambientale. Gestione degli aspetti ambientali, conformità agli obblighi normativi, valutazione dei rischi e delle opportunità, miglioramento continuo della performance ambientale aziendale.
  • ISO 45001: sistema di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro. Consente alle organizzazioni di predisporre luoghi di lavoro sicuri e salubri, prevenendo lesioni e malattie correlate al lavoro nonché migliorando la qualità della vita lavorativa.
  • SA 8000: sistema di gestione delle condizioni di lavoro. Migliorare il clima aziendale assicurando una gestione etica delle condizioni di lavoro (diritti umani, formazione e crescita professionale delle persone, assenza di discriminazioni, ascolto e condivisione, flessibilità…). Lo standard prevede inoltre il controllo della correttezza sociale nella catena dei fornitori
  • ISO 26000: guida alla responsabilità sociale. Diversamente da altre iso non si tratta di un sistema di gestione e non è certificabile. Detta linee guida sulla responsabilità sociale delle imprese affrontando i temi del coinvolgimento delle diverse funzioni presenti nell’organizzazione, dell’analisi del rischio, della sensibilizzazione e formazione del personale, degli impatti diretti e indiretti dell’attività svolta dall’organizzazione.
  • GRI Standard: linee guida per creare i rendiconti della performance sostenibile (bilancio di sostenibilità, bilancio sociale, dichiarazioni non finanziarie, ecc.). Sono costituite da una struttura modulare e interdipendente per creare al meglio i report in ambito economico, sociale e ambientale

 

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