BANDO ISI INAIL 2021-2022: FINANZIAMENTI PER LA SALUTE E LA SICUREZZA DEI LAVORATORI

INAIL ha pubblicato il nuovo bando ISI 2021 che finanzierà interventi di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro da attuare nel 2022. La dotazione finanziaria totale è pari a 273.700.000 €.

Si tratta di un contributo in conto capitale pari al 65% (con dei limiti massimi per singolo asse di investimento) dei costi sostenuti dalle aziende per la realizzazione di interventi relativi a:

  • Progetti di investimento e per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale;
  • Progetti per la riduzione del rischio da movimentazione manuale dei carichi;
  • Progetti di bonifica di materiali contenenti amianto;
  • Progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività (in particolare le MPMI operanti nel settore della raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti e del recupero e preparazione per il riciclaggio dei materiali e in quello del risanamento e altri servizi di gestione dei rifiuti);
  • Progetti per micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli.

Rispetto al bando del 2020 si evidenzia una nuova tipologia di progetti d’investimento finanziabili: la riduzione del rischio radon, grazie alla realizzazione di opere edili e di sistemi di ventilazione per piani terra, seminterrati e interrati nei quali il gas sia presente. Tra gli altri: riduzione del rischio rumore, riduzione del rischio chimico, riduzione del rischio biologico, riduzione del rischio incendio, ecc.

Tutte le imprese sono incoraggiate a realizzare progetti per migliorare i livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro; per gli enti del terzo settore i finanziamenti si limitano alla riduzione del rischio da movimentazione manuale di carichi.
Le piccole imprese agricole sono invece incoraggiate ad acquistare nuovi macchinari e attrezzature di lavoro caratterizzati da soluzioni innovative per la riduzione delle emissioni inquinanti e del rumore.

Oltre a migliorare i livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro il bando intende promuovere la sostenibilità ambientale e la responsabilità sociale, incentivando altresì l’adozione di un sistema di responsabilità sociale certificato SA 8000 e di un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro certificato UNI ISO 45001:2018.

La procedura informatica per la compilazione della richiesta si aprirà il 26 febbraio 2022 e si concluderà il 7 marzo 2022.

Per tutti i dettagli e la presentazione della domanda consulta il portale INAIL


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SOSPENSIONE DELL’OBBLIGO DI ETICHETTATURA DEGLI IMBALLAGGI E ALTRE PROROGHE

Il Decreto Milleproroghe è un provvedimento urgente adottato dal Consiglio dei Ministri con il quale dispone il rinvio di alcune scadenze legislative particolarmente rilevanti, in ambiti molto diversi tra loro.
In materia ambientale l’articolo 11 è titolato “Proroga di termini in materia di transizione ecologica”. L’intervento più rilevante riguarda l’obbligo di etichettatura ambientale degli imballaggi, precedentemente prorogato al 1° gennaio 2022 con il Decreto Milleproroghe dello scorso anno, che è stato ulteriormente prorogato al 30 giugno 2022.

Il provvedimento dispone quanto segue:

  • Sospensione degli obblighi di etichettatura (entrambi gli obblighi previsti all’art. 219, comma 5) fino al 30 giugno 2022;
  • Gli imballaggi privi dei requisiti previsti dall’art. 219, comma 5 e già immessi in commercio o etichettati al 1° luglio 2022 potranno essere commercializzati fino all’esaurimento delle scorte;
  • Entro il 30 gennaio 2022 il Ministero della Transizione Ecologica deve adottare un decreto con le linee guida tecniche per l’etichettatura.
    D.L. n. 228/2021
    (G.U. n. 309 del 30/12/2021)

Gli altri provvedimenti in materia ambientale riguardano il Fondo per la transizione energetica del settore industriale, cui termine per l’erogazione delle risorse (con riferimento ai costi sostenuti tra il 1° gennaio 2020 e il 31 dicembre 2020) è fissato alla data del 31 marzo 2022.

Il testo ufficiale è consultabile al seguente link


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LE ULTIME DISPOSIZIONI IN MERITO A GREEN PASS E VACCINAZIONI

La corsa della nuova variante Omicron , l’esigenza di contenere la quarta ondata di contagi e la volontà di accelerare la somministrazione dei vaccini hanno portato a nuovi pacchetti di restrizioni riguardanti obbligo vaccinale, green pass, mascherine, ingressi a determinati servizi ed attività.

Di seguito una lista riassuntiva degli ultimi principali decreti pubblicati in Gazzetta Ufficiale.

D.L. n. 221/2021
(G.U. n. 305 del 24 dicembre 2021)

Il provvedimento, in vigore dal 25 dicembre 2021, dispone, tra il resto:

  • la proroga dello stato di emergenza nazionale fino al 31 marzo 2022;
  • la durata delle certificazioni verdi COVID-19 (art. 3), a decorrere dal 1° Febbraio 2022: da 9 passa a 6 mesi;
  • obbligo di utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie, anche nei luoghi all’aperto, in zona bianca (fino al 31 gennaio 2022);
  • obbligo di Green Pass nei luoghi di lavoro fino al 31 marzo 2022;
  • applicazione delle misure del D.P.C.M. 2 marzo 2021 fino al 31 marzo 2022, compreso il rispetto dei Protocolli negli ambienti di lavoro.

D.L. n. 229/2021
(G.U. n. 309 del 30 dicembre 2021)

Il provvedimento, in vigore dal 31 dicembre 2021, dispone, tra il resto:

  • obbligo della Certificazione verde COVID-19 “rafforzata” (ottenuto cioè a seguito del completamento del ciclo vaccinale o a seguito di guarigione dalla malattia) per l’accesso a determinati servizi ed attività (a partire dal 10 gennaio 2022 fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica) tra cui alberghi (compresi i servizi di ristorazione), consumo di cibi e bevande nei servizi di ristorazione (anche al banco e all’aperto), convegni e congressi, tutti i mezzi di trasporto pubblico;
  • nuove disposizioni in materia di quarantena precauzionale;
  • disciplina sanzionatoria in caso di violazione delle suddette misure.

D.L. n. 1/2022
(G.U. n. 4 del 7 gennaio 2022)

Il provvedimento, in vigore dall’8 gennaio 2022, dispone, tra il resto:

  • dalla data di entrata in vigore della presente disposizione e fino al 15 giugno 2022, l’obbligo vaccinale ai cittadini italiani e stranieri residenti nel territorio dello stato, che abbiano compiuto il cinquantesimo anno di età;
  • dal 15 febbraio 2022 i lavoratori (pubblici e privati) e i liberi professionisti di almeno 50 anni devono possedere, per accedere al luogo di lavoro, il Green pass rafforzato ossia la certificazione verde Covid-19 rilasciata esclusivamente a seguito di vaccinazione o avvenuta guarigione. Chi non è ancora vaccinato o guarito dovrà effettuare la prima dose del vaccino entro il 31 gennaio per ottenere un Green Pass rafforzato valido a partire dal 15 febbraio (il certificato verde è rilasciato subito dopo la prima dose ma è attivato il quindicesimo giorno successivo alla somministrazione);
  • i lavoratori di almeno 50 anni che dal 15 febbraio 2022 non sono in possesso del green pass rafforzato sono considerati assenti ingiustificati, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro, fino alla presentazione della predetta certificazione, e comunque non oltre il 15 giugno 2022. Per i giorni di assenza ingiustificata non sono dovuti la retribuzione né altro compenso.

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PLASTICA MONOUSO: AL VIA RECEPIMENTO DIRETTIVA SUP

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.Lgs.  8 novembre 2021, n. 196, di recepimento della Direttiva 2019/904/UE sulla plastica monouso (cd. Direttiva Sup) ed in vigore il 14 gennaio 2022, recante “misure volte a prevenire e ridurre l’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente, in particolare l’ambiente acquatico, e sulla salute umana, nonché a promuovere la transizione verso un’economia circolare con modelli imprenditoriali, prodotti e materiali innovativi e sostenibili”.

Si applica ai prodotti in plastica monouso, ai prodotti in plastica oxo-degradabile, nonché agli attrezzi da pesca contenenti plastica.

Il provvedimento dispone in particolare:

  • il divieto di immissione sul mercato di taluni prodotti e dei prodotti di plastica oxo-degradabile. É fatta eccezione (in determinati casi) per prodotti realizzati in materiale biodegradabile e compostabile, certificato conforme a standard europei, con percentuali di materia prima rinnovabile uguali o superiori al 40 per cento e, dal 1° gennaio 2024, superiori almeno al 60 per cento;
  • misure per la riduzione del consumo per alcune tipologie di prodotti;
  • il riconoscimento di contributi, sotto forma di credito d’imposta alle imprese che acquistano e utilizzano specifici prodotti riutilizzabili o realizzati in materiale biodegradabile o e compostabile;
  • requisiti per l’immissione in commercio di taluni prodotti (con tempistiche differenziate);
  • requisiti di marcatura con adeguate informazioni per il consumatore sul corretto smaltimento e sul contenuto di plastica;
  • misure inerenti la responsabilità estesa del produttore;
  • sanzioni amministrative pecuniarie.

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INQUINAMENTO DA PFAS – IL PUNTO DELLA SITUAZIONE

Le sostanze organiche altamente fluorurate, o composti poli e perfluorurati (PFAS), formano un gruppo generico di sostanze molto esteso, i cui composti più noti sono l’acido perfluoroottanoico (PFOA) e l’acido perfluoroottansolfonico (PFOS).
Da un punto di vista chimico i PFAS sono costituiti da un gruppo funzionale idrosolubile connesso a catene carboniose di varia lunghezza nelle quali gli atomi di idrogeno sono stati parzialmente o totalmente sostituiti da atomi di fluoro.
Il legame tra carbonio e fluoro rende i PFAS impermeabili all’acqua e ai grassi. Per tali caratteristiche sono utilizzati in campo industriale per fornire proprietà idrorepellenti e aumentare la resistenza di tessuti, tappeti e pellami; per produrre rivestimenti dei contenitori per il cibo, padelle antiaderenti e imballaggi alimentari, e come coadiuvanti tecnologici nella produzione di fluoropolimeri (es. politetrafluoroetilene – PTFE o “Teflon”, componenti del “Goretex”).

CONTAMINAZIONE

La fabbricazione, l’uso e lo smaltimento di prodotti che contengono PFAS contaminano l’aria, il suolo e l’acqua nonché gli organismi animali e vegetali che vi vivono.
La principale fonte di esposizione per la popolazione è l’ingestione di acqua potabile e di cibi contaminati.
Veicolati dall’acqua, i PFAS entrano nella catena alimentare, specialmente tramite i prodotti coltivati o derivati dal bestiame allevato e dal pescato nelle zone contaminate.

EFFETTI SULLA SALUTE

Le principali ricerche sull’uomo sono state condotte negli Stati Uniti nell’ambito del C8 Health Project. Gli studi hanno concluso che esiste una probabile associazione tra esposizione a PFOA e ipercolesterolemia, ipertensione in gravidanza e pre-eclampsia, malattie della tiroide e alterazioni degli ormoni tiroidei, colite ulcerosa, tumore del rene e tumore del testicolo. Tuttavia, in base agli studi finora disponibili, non è ancora possibile stabilire relazioni certe di tipo causa-effetto.

IL CASO VENETO

Nel 2013 il Consiglio Nazionale delle Ricerche e il Ministero dell’Ambiente hanno effettuato una ricerca sperimentale nel bacino del Po e nei principali bacini fluviali italiani, per analizzare la presenza di potenziali inquinanti “emergenti”. I risultati indicano la presenza in Italia di sostanze perfluoro-alchiliche (PFAS) in acque sotterranee, acque superficiali e acque potabili.

Nella provincia di Vicenza e nelle zone limitrofe della provincia di Padova e Verona è stato evidenziato un inquinamento diffuso di PFAS. La principale fonte sospettata è l’impianto della Miteni, entrato in attività nel 1964 e specializzato nella produzione di molecole fluorurate per la farmaceutica, l’agricoltura e l’industria tecnica. La situazione perdura dunque dagli anni ’60, quando i torrenti venivano usati come fognature.

L’Istituto Superiore di Sanità ha consigliato l’adozione di misure di trattamento delle acque potabili per l’abbattimento delle sostanze, e di prevenzione e controllo della filiera delle acque destinate al consumo umano nei territori interessati.  Dal 2013 la Regione Veneto ha adottato numerosi provvedimenti al fine di ridurre il rischio di contaminazione e i possibili effetti sulla salute, tra cui l’apposizione di filtri a carboni attivi nei territori interessati.

Il “Piano di sorveglianza sulla popolazione esposta a sostanze perfluoroalchiliche (PFAS)”, modificato nel 2018, prevede la suddivisione delle aree contaminate in: Area di impatto (Area Rossa A e B), Area riferita alle captazioni autonome ad uso potabile (Area Arancione), Area di attenzione (Area Gialla) e Area di approfondimento (Area Verde).

Il caso è recentemente tornato all’attenzione dell’opinione pubblica, dopo la pubblicazione sulla rivista scientifica dell’Associazione Italiana di Epidemiologia dello studio “Sostanze perfluoroalchiliche (Pfas) negli alimenti dell’area rossa del Veneto”. Emerge che la presenza di Pfas negli alimenti all’interno della zona rossa potrebbe essere più estesa del previsto. Inoltre, a seguito delle accuse di scarsa trasparenza delle istituzioni nei confronti della popolazione, nel dicembre 2021 l’Onu inizierà le indagini sulla gestione degli interventi (anche informativi) per l’inquinamento da PFAS.

I manager delle società considerate responsabili dell’inquinamento ambientale, provocato dal presunto sversamento incontrollato di sostanze perfluoroalchiliche, sono accusati a vario titolo di avvelenamento acque, disastro ambientale innominato, gestione di rifiuti non autorizzata, inquinamento ambientale e reati fallimentari.

Le relazioni tecniche delle indagini ambientali sono disponili nel Sito dell’ ARPA Regione Veneto.


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effettua CAMPIONAMENTI ACQUE PER CONSUMO UMANO E ACQUE DI SCARICO, IN AMBITO PRIVATO E PRODUTTIVO, ANCHE AI FINI DELL’ANALISI DELLA POTABILITA’ AL D.LGS. 31/2001.

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BANDO REGIONE VENETO – CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO PER INVESTIMENTI IN DIGITALIZZAZIONE ED ECONOMIA CIRCOLARE

Con il bando approvato con DGR 1510 del 2 Novembre 2021 la Regione Veneto mette 33,5 mln di euro a disposizione delle PMI, per l’erogazione di contributi finalizzati al riposizionamento competitivo, al sostegno agli investimenti e alla promozione della digitalizzazione e dei modelli di economia circolare.
Il contributo a fondo perduto è pari al 30% degli investimenti rendicontati ammissibili per la realizzazione del progetto.

TIPOLOGIE DI INTERVENTI

Sono ammissibili i progetti volti ad introdurre innovazioni tecnologiche di prodotto e di processo, ad ammodernare i macchinari e gli impianti e ad accompagnare i processi di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale anche in un’ottica di promozione della digitalizzazione e di riconversione dell’attività produttiva verso un modello di economia circolare e sviluppo sostenibile.
Di seguito le voci rientranti nelle spese ammissibili:

 a) Macchinari, impianti produttivi, attrezzature tecnologiche e strumenti tecnologici innovativi (nuovi di fabbrica) in grado di aumentare il tempo di vita dei prodotti e di efficientare il ciclo produttivo (efficienza produttiva e riduzione dei consumi e delle emissioni).
Rientrano nella presente categoria anche gli interventi di efficientamento energetico.
Sono compresi tutti gli interventi funzionali a processi di “Transizione 4.0” nonché eventuali spese relative a beni immateriali connessi agli investimenti in beni materiali “Industria 4.0”.
Rientrano nella voce “macchinari” anche gli autoveicoli per uso speciale e i mezzi d’opera.

 b) Programmi informatici e tecnologie per l’ingegnerizzazione di software/hardware e prodotti, quali brevetti e know-how concernenti nuove tecnologie di prodotti, processi produttivi e servizi forniti, commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa e funzionali alla realizzazione del progetto proposto.

 c) Spese per il rilascio di certificazioni UNI EN ISO 14001:2015, UNI EN ISO 50001:2018, “Remade in Italy”, “Plastica Seconda Vita”, “FSC Catena di Custodia”, “Greenguard” e della registrazione EMAS (Reg. CE n. 1221/2009), con spesa massima per ciascuna certificazione di 5.000 euro.
In questo ambito sono ammesse le spese per:
1. consulenza qualificata per l’ottenimento della certificazione
2.l’ente di verifica e di certificazione
3.indagini finalizzate all’analisi ambientale iniziale (es. emissioni, scarichi, carotaggi, fonometriche).
Le spese 1 e 3 sono ammesse qualora la certificazione sia ottenuta entro la domanda di saldo.

 d) premi versati per garanzie fornite da una banca, da una società di assicurazione o da altri istituti finanziari.

BENEFICIARI

Il bando è rivolto alle PMI venete dei settori manifatturiero e servizi, che esercitino attività primaria e/o secondaria rientranti all’interno dei codici ISTAT individuati nell’allegato C (disponibile a fondo pagina) e riferiti all’unità operativa in cui si realizza l’investimento, iscritte ed attive al Registro Imprese.

IMPORTI

La spesa minima ammissibile è pari a 80.000 euro, corrispondente al limite minimo di contributo a fondo perduto di 24.000 euro.
L’investimento massimo è di 500.000 euro, corrispondente al contributo massimo di 150.000 euro.

TEMPISTICHE

I progetti inseriti nella domanda devono essere realizzati tra il 1° novembre 2021 e il 14 febbraio 2024.
Le domande vanno presentate a partire dal 25 novembre 2021 e fino al 9 febbraio 2022.
Il bando e la modulistica saranno disponibili online, a partire dai prossimi giorni, nella sezione “bandi” della pagina “Bandi, avvisi e concorsi” del sito della Regione Veneto www.regione.veneto.it.
La domanda deve essere compilata e presentata esclusivamente per via telematica, attraverso il Sistema Informativo Unificato della Programmazione Unitaria (SIU) della Regione, la cui pagina dedicata è raggiungibile al seguente link: http://www.regione.veneto.it/web/programmi-comunitari/siu.

Per approfondire i requisiti delle spese ammissibili, le esclusioni, i divieti di cumulo e le modalità di presentazione e di valutazione delle domande si rimanda all’allegato A del bando (disponibile a fondo pagina).

CARAT SERVIZI S.R.L.

Siamo in grado di fornire assistenza per valutare le esigenze di sviluppo e miglioramento di ogni tipologia di impresa, nonché di affiancarvi nella realizzazione dei progetti.
Da 24 anni assistiamo le imprese nello studio e nella gestione degli impatti ambientali, effettuiamo valutazioni di conformità ambientale e sviluppiamo sistemi di gestione ambientale.

I NOSTRI PRINCIPALI SERVIZI IN MATERIA AMBIENTALE:

– CONSULENZA PER LO SVILUPPO E L’IMPLEMENTAZIONE DI SISTEMI DI GESTIONE E CERTIFICAZIONI AMBIENTALI (ISO 14001, ISO 50001, FSC)

– CAMPAGNE DI MISURA (ANCHE IN RELAZIONE ALLE ANALISI AMBIENTALI INIZIALI PREVISTE DAI SISTEMI DI GESTIONE)

  • Valutazioni di impatto acustico con utilizzo software di modellizzazione Sound Plan
  • Valutazione dei requisiti acustici passivi degli edifici
  • Misurazioni di rumore, inquinanti chimici, odori, campi elettromagnetici.
  • Inquinamento da Radon secondo il nuovo D.Lgs. 101/2020
  • Campionamento acque per consumo umano e acque di scarico 

– AUDIT DI CONFORMITA’ LEGISLATIVA AMBIENTALE, PRATICHE AUTORIZZATIVE AMBIENTALI e DICHIARAZIONI AMBIENTALI

  • Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) e Autorizzazione Unica Ambientale (AUA)
  • Pratiche autorizzative emissioni in atmosfera e scarichi idrici
  • Valutazioni di Impatto Ambientale (VIA)
  • Valutazioni rischio incendio
  • Modello Unico Dichiarazione Rifiuti (MUD)

Allegati al Bando:
Allegato_A_dgr_1510
Allegato_C_codici_ISTAT


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GREEN PASS IN AMBITO LAVORATIVO PRIVATO

Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la L. n. 165/2021 di conversione del D.L. n. 127/2021 in merito all’impiego della certificazione verde Covid-19 in ambito lavorativo pubblico e privato

Tra le principali novità:

  • la possibilità per i lavoratori di consegnare al datore di lavoro copia del proprio Green pass. Per tutta la durata della relativa validità, potranno essere pertanto esonerati dai controlli;
  • la promozione, da parte dei datori di lavoro in collaborazione con il medico competente, di campagne di informazione e sensibilizzazione sulla necessità e sull’importanza della vaccinazione, dirette alla tutela della salute dei dipendenti.

Ulteriori chiarimenti:

  • in caso di scadenza della validità della certificazione in corso di prestazione lavorativa, è consentita (senza applicazione di sanzioni) la permanenza del lavoratore sul luogo di lavoro “esclusivamente per il tempo necessario a portare a termine il turno di lavoro”;
  • per i lavoratori in somministrazione la verifica del rispetto delle prescrizioni in materia di Green pass compete all’utilizzatore; “è onere del somministratore informare i lavoratori circa la sussistenza delle predette prescrizioni”.

Scarica l’estratto del testo: Legge_165_green_pass


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PROGETTARE UNA FORMAZIONE EFFICACE PER LA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO

La formazione sulla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro è un elemento strategico del quadro normativo delineato dal D.Lgs. 81/2008 che all’art. 2 definisce la formazione come “processo educativo attraverso il quale trasferire ai lavoratori e agli altri soggetti del sistema di prevenzione e protezione aziendale conoscenze e procedure utili alla acquisizione di competenze per lo svolgimento in sicurezza dei rispettivi compiti in azienda e alla identificazione, alla riduzione e alla gestione dei rischi“.

Il processo educativo aziendale è orientato alla formazione di una mentalità comune che porti a pensare e agire in termini di sicurezza, veicolando le scale di valori, le mappe cognitive e le abitudini comportamentali al fine di agire secondo i principi della salute, sicurezza ed igiene del lavoro così da riconoscere i pericoli, saper prevenire i rischi e fronteggiare le emergenze.

Non è solamente un obbligo giuridico ma un elemento da integrare totalmente nella strategia aziendale, come processo educativo continuo e misura generale di tutela.

ANDRAGOGIA – L’APPRENDIMENTO NEGLI ADULTI

A differenza della dimensione scolastica dell’apprendimento, centrata prevalentemente sulla trasmissione ad una via dei contenuti didattici, l’esperienza dell’adulto è caratterizzata dall’esigenza di una gestione autonoma e partecipativa.

La diversa concezione di apprendimento prevede un ruolo diverso anche per il docente che deve costruire un processo di comune ricerca, utilizzare approcci che mantengano alta l’attenzione, prevedere la partecipazione e il coinvolgimento attivo; tutto al fine di consentire maggiori stimoli e maggior ritenzione degli argomenti.

L’apprendimento degli adulti è orientato a bisogni e interessi centrati sulla vita reale, per questo la realizzazione degli interventi formativi deve basarsi sulle peculiarità del contesto aziendale. Considerando inoltre che le differenze individuali e la velocità dell’apprendimento aumentano in modo più che proporzionale all’aumentare dell’età, la formazione degli adulti deve altresì disporre di piani variegati in termini di stili, tempi, luoghi di apprendimento. Le variabili da considerare sono molteplici (età anagrafica e lavorativa, genere, provenienza, contrattualizzazione, scolarizzazione, ecc.) affinché la formazione non sia estemporanea e impersonale, ma un’esperienza personalizzata e adattata a esigenze specifiche.

LA STRATEGIA FORMATIVA

Possiamo integrare quanto detto finora in 3 punti fondamentali che la formazione efficace deve considerare:

  • i soggetti ai quali è rivolta;
  • le metodologie da utilizzare;
  • le strategie didattiche appropriate in relazione al contesto aziendale e ai risultati che si intende raggiungere.

Dopo aver analizzato il contesto e le esigenze formative dell’organizzazione e delle persone che in esso operano, è necessario procedere a sviluppare un vero e proprio piano formativo aziendale dove venga individuato ogni aspetto relativo all’organizzazione, alle tempistiche e agli obiettivi da raggiungere.

Il piano di formazione rappresenta l’insieme dei progetti formativi utili al raggiungimento degli obiettivi aziendali (operativi, strategici, di salute e sicurezza sul lavoro, performance aziendali, ecc.) e deve essere complessivo, unitario e aggiornato continuamente in base ai bisogni formativi rilevati.

Per essere efficace, l’attività progettuale deve prevedere una forte integrazione tra tutti gli attori in gioco: dirigenza, lavoratori, consulenti, formatori, referenti aziendali interessati.  Le attività del Servizio di Prevenzione e Protezione (previsto dall’art. 31 del D.Lgs. 81/2008) vanno integrate con le attività di gestione delle risorse umane, così come l’organizzazione della sicurezza va integrata all’organizzazione della produzione.

La congruenza tra la visione aziendale e gli obiettivi gestionali che essa si pone permette di trovare soluzioni strategiche per la promozione della salute, consentendo di sostenere i lavoratori durante tutto il percorso professionale, conducendoli verso il miglioramento continuo delle proprie competenze.

I RISULTATI DI UNA FORMAZIONE EFFICACE PER LA SICUREZZA

Gli obiettivi della formazione sulla sicurezza per i lavoratori sono, tra gli altri, il cambiamento di abitudini o modalità operative scorrette, l’incremento della consapevolezza del proprio ruolo e conseguentemente il raggiungimento di una crescita personale e professionale. Il cambiamento avviene con la concretizzazione e il trasferimento al lavoro di quanto appreso durante il percorso formativo e con l’orientamento delle proprie attività agli obiettivi aziendali. È in questo modo che la formazione diviene una strategia non solo di prevenzione ma anche di valorizzazione delle potenzialità aziendali e di adattabilità ai cambiamenti tecnologici e organizzativi.

Non è sufficiente che i lavoratori frequentino i corsi per la sicurezza e superino i test di apprendimento. Gli incidenti continueranno a verificarsi laddove verranno sottovalutati i rischi e l’importanza della prevenzione e finché l’apprendimento non genererà consapevolezza e attuazione di cambiamenti adeguati.

In giurisprudenza si applica il principio di effettività: nel caso della sicurezza sul lavoro l’effettività implica che il datore di lavoro non possa erogare la formazione prescindendo dall’effettiva assimilazione dei concetti e dei contenuti da parte dei lavoratori. L’obbligo di formazione va dunque inquadrato come una “obbligazione di risultato”.
Per maggiori informazioni sul principio di effettività rimandiamo ad un articolo di Punto Sicuro al seguente link: https://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/ruoli-figure-C-7/datore-di-lavoro-C-71/d.lgs.-81/2008-il-datore-di-lavoro-il-principio-di-effettivita-AR-12693/

VALUTAZIONE DELL’EFFICACIA FORMATIVA

Al termine del percorso formativo la valutazione permette di misurare l’efficacia del processo messo in atto definendo, se necessario, azioni migliorative per le successive esperienze.

I programmi formativi vanno valutati secondo diversi livelli:

  • La qualità della didattica e il gradimento dei partecipanti al programma formativo;
  • Il grado di apprendimento (conoscenze, capacità, atteggiamenti, ecc.);
  • Gli effetti sulla performance lavorativa e i comportamenti organizzativi;
  • L’investimento nel programma formativo (risultati aziendali, ROI della formazione, ecc.).

Partecipa al nostro corso di formazione in videoconferenza PROGETTARE UNA FORMAZIONE EFFICACE PER LA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO” (VALIDO COME AGGIORNAMENTO RSPP – ASPP e RLS) del 29 Novembre 2021.
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SICUREZZA ANTINCENDIO: PUBBLICATI TRE NUOVI DECRETI

Pubblicati tre nuovi decreti ministeriali in materia di sicurezza antincendio e gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro, in ottemperanza all’art. 46 del D.Lgs. n. 81/2008 e che andranno a sostituire il D.M. 10 marzo 1998.

 1) M. 1° settembre 2021 (cd. Decreto Controlli)
(G.U. n. 230 del 25 settembre 2021)

Il provvedimento definisce:

  • i criteri generali per il controllo e la manutenzione degli impianti, delle attrezzature e degli altri sistemi di sicurezza antincendio;
  • le procedure generali per la qualificazione dei tecnici manutentori.

2) M. 2 settembre 2021 (cd. Decreto GSA)
(G.U. n. 237 del 4 ottobre 2021)

Il provvedimento dispone:

  • i criteri per la gestione della sicurezza antincendio in esercizio ed in emergenza nei luoghi di lavoro come definiti dall’art. 62 del D. Lgs. n. 81/2008;
  • le indicazioni sui corsi di formazione e aggiornamento antincendio per addetti al servizio antincendio;
  • i requisiti dei docenti.

3) M. 3 settembre 2021 (cd. Decreto Mini Codice)
(G.U. n. 259 del 29/10/2021)

Il provvedimento definisce i criteri per la valutazione dei rischi di incendio ovvero i criteri generali di progettazione, realizzazione ed esercizio della sicurezza antincendio per i luoghi di lavoro a basso rischio di incendio. Per tutte le altre attività si rimanda al D.M. 3 Agosto 2015

I nuovi decreti entreranno in vigore un anno dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e determineranno l’abrogazione del D.M. 10 marzo 1998.

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RESPONSABILITÀ SOCIALE D’IMPRESA E SOSTENIBILITÀ – SISTEMI DI GESTIONE E STANDARD A SUPPORTO

La Responsabilità delle Imprese per il loro impatto sulla Società

DEFINIZIONI

Con Responsabilità Sociale d’Impresa (RSI, in inglese CSR – Corporate Social Responsibility) si intende l’integrazione volontaria, da parte delle imprese, delle preoccupazioni sociali ed ecologiche nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate. (Libro verde Commissione Europea, 2001). Questo concetto è collegato all’ampio tema della Sostenibilità che può essere riassunto nei tre pilastri (la cosiddetta triple bottom line) che rendono compatibile lo sviluppo delle attività economiche con la salvaguardia dell’ambiente e delle comunità:

  1. Sostenibilità ambientale – garantire la disponibilità e la qualità delle risorse naturali
  2. Sostenibilità sociale – garantire qualità della vita, sicurezza e servizi per i cittadini
  3. Sostenibilità economica – garantire efficienza economica e reddito per le imprese

La sostenibilità può essere considerata come l’obiettivo da raggiungere, ovvero l’equilibrio tra le tre dimensioni (economica, sociale ed ambientale) e l’integrazione nel tradizionale concetto economico di valore aggiunto dei valori sociali e ambientali.
Gli obiettivi di sviluppo sostenibile (in inglese SDGs – Sustainable Development Goals) sono stati definiti nell’Agenda 2030 dell’ONU e sono sempre più utilizzati quale framework di riferimento e giuda per lo sviluppo di un approccio strategico alla sostenibilità nelle imprese. Inserire nella propria vision e mission aziendale uno o più SDGs rappresenta per le imprese l’opportunità di prendere parte al cambiamento globale verso la sostenibilità, ma anche di aver accesso a nuove opportunità di mercato, innovando i modelli di business e guidando alla crescita e innovazione.
La presentazione di dettaglio dei 17 Goal e dei rispettivi 169 target è disponibile sul sito dell’Alleanza per lo Sviluppo sostenibile ASviS3 a questo link.

La RSI può essere invece considerata come lo strumento, l’insieme delle azioni e dei comportamenti adottati per raggiungere l’obiettivo di sostenibilità. Il concetto nasce per esprimere la necessità di gestire efficacemente le problematiche d’impatto sociale ed etico all’interno delle imprese e nelle zone di attività.
(Per impatto sociale si intendono i risultati a lungo termine delle attività di un’organizzazione in termini di cambiamenti economici, ambientali e sociali).

PERCORSO

Intraprendere dei percorsi di responsabilità sociale crea valore per le persone, per il territorio e per l’ambiente, considerando le esigenze di tutti gli stakeholder (clienti, personale, fornitori, comunità locale, ecc.). Sono svariate le tematiche che il management aziendale deve tenere in considerazione: condizioni di lavoro, diritti umani, tutela dell’ambiente, prevenzione della corruzione, concorrenza leale, interessi dei consumatori, fiscalità, trasparenza…

La Responsabilità sociale d’impresa implica un cambiamento culturale e nuovi modelli di business. È un cambiamento radicale rispetto al modello di business tradizionale, che metteva al primo posto il profitto e concentrava ogni sforzo nella creazione di valore economico. Lo sviluppo economico dell’impresa nel tempo resta un obiettivo essenziale, ma un’impresa socialmente responsabile integra nello sviluppo di utili per il proprio guadagno preoccupazioni sociali ed ecologiche, nel rispetto delle persone, delle comunità e dell’ambiente. In quest’ottica, ogni profitto e investimento è legato alla valorizzazione delle risorse umane, all’uso efficiente delle risorse ambientali, allo sviluppo della comunità locale.
La RSI nasce dal seme della consapevolezza e può diventare una pianta rigogliosa, da curare costantemente affinché viva e cresca. Il cambiamento non avviene dall’oggi al domani, è necessario intraprendere un percorso.

Innanzitutto un’azienda, prima di essere sostenibile verso l’esterno lo deve essere al suo interno. L’ambiente di lavoro come luogo per poter crescere, sia dal punto di vista professionale che intellettuale, tramite la formazione, l’esperienza e la condivisione. Vite lavorative sane e positive, basate sulla flessibilità, le opportunità, la formazione e la creatività.

Il secondo passo è il raggiungimento, in azienda, di una consapevolezza comune riguardo alle tematiche della sostenibilità. Conoscere i contenuti dell’Agenda 2030 e dei 17 SDGs è fondamentale per capire gli impatti e gli obiettivi relativamente ai singoli Goal, prima di integrare gli SDGs nella pianificazione strategica. Il passo operativo è l’utilizzo dei criteri ESG (Environmental, Social, Governance) per gli investimenti responsabili e per la raccolta dati raccolti in merito a metriche specifiche relative alle pratiche sostenibili dell’impresa.

STANDARD

Per iniziare questo percorso di cambiamento culturale e dei modelli di business le aziende possono affidarsi a standard e linee guide esterne, dotandosi di sistemi per la gestione delle varie tematiche.
Alcuni standard possono essere utili per rispondere alle esigenze delle organizzazioni che intendono distinguersi per il loro impegno nello sviluppo sostenibile:

  • ISO 9001: sistema di gestione della qualità. Migliorare l’efficacia e l’efficienza dei processi interni per aumentare soddisfazione e fidelizzazione dei clienti. Perseguire la soddisfazione del cliente in merito ai prodotti e servizi forniti e migliorare continuamente le prestazioni aziendali, assicurando il miglioramento e il mantenimento nel tempo della qualità dei propri beni e servizi.
  • ISO 14001: sistema di gestione ambientale. Gestione degli aspetti ambientali, conformità agli obblighi normativi, valutazione dei rischi e delle opportunità, miglioramento continuo della performance ambientale aziendale.
  • ISO 45001: sistema di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro. Consente alle organizzazioni di predisporre luoghi di lavoro sicuri e salubri, prevenendo lesioni e malattie correlate al lavoro nonché migliorando la qualità della vita lavorativa.
  • SA 8000: sistema di gestione delle condizioni di lavoro. Migliorare il clima aziendale assicurando una gestione etica delle condizioni di lavoro (diritti umani, formazione e crescita professionale delle persone, assenza di discriminazioni, ascolto e condivisione, flessibilità…). Lo standard prevede inoltre il controllo della correttezza sociale nella catena dei fornitori
  • ISO 26000: guida alla responsabilità sociale. Diversamente da altre iso non si tratta di un sistema di gestione e non è certificabile. Detta linee guida sulla responsabilità sociale delle imprese affrontando i temi del coinvolgimento delle diverse funzioni presenti nell’organizzazione, dell’analisi del rischio, della sensibilizzazione e formazione del personale, degli impatti diretti e indiretti dell’attività svolta dall’organizzazione.
  • GRI Standard: linee guida per creare i rendiconti della performance sostenibile (bilancio di sostenibilità, bilancio sociale, dichiarazioni non finanziarie, ecc.). Sono costituite da una struttura modulare e interdipendente per creare al meglio i report in ambito economico, sociale e ambientale

 

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